Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS (1978) “La salute psicologica non coincide con l’assenza di un disturbo psicopatologico, bensì con la promozione attiva del proprio benessere psichico.”
Quando è il caso di andare da uno psicologo? Perché iniziare un percorso psicologico?
E’ opportuno rivolgersi ad uno psicologo nel momento in cui avvertiamo che il nostro malessere psicologico, anche se non si manifesta ancora dentro un quadro clinico ben delineato, ha toccato o sta toccando il nostro equilibrio interiore.
Anche se le persone intuiscono il “quando” sarebbe il caso di consultare uno psicologo, non colgono spesso, il “perché” dovrebbero iniziare un percorso. Infatti, qualcuno teme che significherebbe “essere pazzi”, e quindi per evitare questo etichettamento preferisce tenersi il suo malessere. Alcuni ritengono che certi problemi siano “solo psicologici” e che di fatto, quindi, siano dei non-problemi. Altri immaginano che lo psicologo sia una specie di amico, dispensatore di consigli. E un consiglio, giustamente, preferiscono non pagarlo. Ma non funziona così.
Lo psicologo aiuta la persona a trovare il proprio modo di rapportarsi al mondo esterno e al mondo interno, non fornisce soluzioni preconfezionate ma cerca di far aumentare la consapevolezza di quali sono quei fattori che influenzano l’esistenza del paziente.
Lo psicologo non possiede già una verità e non presuppone di saperne più del paziente, ma lo aiuta nel fargli scoprire le sue risorse potenziali ancora non mobilitate.
Detto questo, allora perché andare dallo psicologo? In poche parole, per trasformare il malessere in consapevolezza, e la consapevolezza in nuove possibilità esistenziali.
