DCA e Adolescenza

L’adolescente sperimenta con angoscia il mutare del suo corpo, cerca di conquistarsi spazi propri, rivendica il diritto di scegliere, di sbagliare e di potere rincominciare per conquistare una propria autonomia e potere riavvicinarsi alle proprie figure genitoriali da posizioni diverse. Crescere incute paura, terrore. Tutto cambia senza che niente cambi, senza che si acquistino contestualmente, una maggiore solidità, certezze nei confronti della vita. Tutto e tutti sembrano ostili, si è soli a fare i conti con nuove realtà spesso insopportabili. Manca la capacità di elaborare tutto quello che sta accadendo. L’imbarazzo, la vergogna di apparire grandi senza esserlo, di mostrarsi sessuati senza avere sperimentato l’incontro con l’altro sesso, senza essere pronti perché questo possa accadere.
L’adolescente sente il proprio corpo inadeguato, non lo riconosce più come proprio. E’ cambiato cosi in fretta che la sua immagine non corrisponde più a quello che conosce di se. E’ questo il momento in cui iniziano i confronti, il proprio corpo non è simile ad un altro. Si cerca un corpo ideale al quale si vogliono rubare quei tratti somatici che potrebbero restituire un’immagine di sé sentita perfetta. Il corpo magro deprivato dai segni sessuali appare come un compromesso valido per entrare sulla scena della vita nel modo meno visibile rendendo tuttavia evidente il disagio psicologico.
L’adolescenza rappresenta, quindi, il momento della difficile ricerca della propria identità e del proprio modo soggettivo di entrare in relazione con gli altri. A volte l’adolescente non riesce ad affrontare tutti questi cambiamenti; i disordini alimentari possono divenire la soluzione illusoria delle proprie difficoltà. I ragazzi spesso sono soli perché non riescono a comunicare il proprio disagio o perchè ritengono che non saranno capiti.